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Ru486, i conti non tornano (vedi la sezione "Documenti")

 

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La Ru486 è un metodo più facile per a­bortire?
1 Agosto 2009
L'INTERVISTA
 
Roccella: «Così si privatizza l’aborto»
La Ru486, di cui giovedì l’Aifa ha autorizzato la com­mercializzazione, è un metodo più facile per a­bortire? «Niente affatto. Sostenerlo è un inganno che si deve smettere di far circolare – puntualizza il sot­tosegretario alla Salute, Eugenia Roccella –. È un meto­do psicologicamente più duro perché la donna vede l’embrione abortito, più doloroso, più lungo, più incer­to... ».

Allora perché lo si è detto?
Favole che avevano solo lo scopo di forzare i paletti po­sti dalla legge194 sull’aborto.

E adesso con la Ru486?
La prevenzione diventa più difficile. Si va in senso op­posto alla tutela della vita e della salute della donna. O­biettivi che l’attuale ministero della Salute voleva im­plementare. Un conto, infatti, è la presa in carico socia­le del fenomeno dell’aborto, un conto è la riduzione ad un problema individuale, da risolvere con il medico di famiglia. Come avviene in Francia, dove dopo 10 anni di Ru486 si è modificata la legge sull’aborto.

Ma come si è arrivati a questo rischio in Italia?
C’è stata la sponsorizzazione politica dell’introduzione della Ru486 da parte dei radicali, sinistra antagonista e ala libertaria degli ex Ds. Prima ancora che la ditta pro­duttrice chiedesse l’autorizzazione, si iniziò con la ri­chiesta di sperimentazioni al Sant’Anna a Torino, e il voto a favore di alcuni consigli regionali per l’adozione della pillola, che non era legale. Un decisione molto stra­na.

Perché si è fatto?
Il motivo era politico, una sorta di grimaldello contro alcuni paletti della 194, per far saltare il limite del pub­blico, della presa in carico sociale dell’aborto, privatiz­zando e individualizzando l’interruzione della gravi­danza, nella consapevolezza che questa concezione di­versa del fenomeno rispetto alla norma in vigore non sa­rebbe mai passata in Parla­mento. Il Pd ha fatto sua questa battaglia per accontentare l’ala della sinistra e­strema con cui stava al governo. Fu solo sulla spinta di questa campagna che la Exelgyn chiese l’autorizzazio­ne. Adesso paradossalmente nessuno, eccetto i radica­li, vuole modificare la 194. A cominciare dal Pd che in questa fase non ha nessun interesse ad acuire lacerazioni interne tra cattolici e non. Poi una parte dei sostenitori sono fuori dal Parlamento.

Allora come si spiega questa decisione dell’Aifa?
Era molto difficile fermare un macchina messa in mo­to da tempo. Soprattutto perché il Comitato tecnico scientifico (Cts) dell’Agenzia, nominato dalla Turco, ha espresso un parere definitivo in favore della commer­cializzazione della pillola. L’ultima decisione presa dal Cts durante il ministero della Turco. Ma adesso responsabile è il ministro Sacconi... Abbiamo provato di tutto: chiedere le documentazioni sulle morti provocate dalla Ru486, trasferirla a Cts, do­mandandogli di riaprire la procedura, sua prerogativa esclusiva. Ma senza risultato. Pesava forse anche il fatto che con un 'no' alla proce­dura del mutuo riconoscimento si sarebbe dovuto coin­volgere anche altri Paesi europei... Io credo che ci fossero gli estremi scientifici per riapri­re un dibattito con l’Emea. La pillola ha molti lati oscu­ri. I tecnici del ministero hanno aperto un dibattito, an­cora in corso, su tali quesiti con il Cts. Si sarebbe potu­to trasferirlo in Europa.

Adesso che succede?
La decisione del cda deve essere concretizzata in una de­libera dell’Aifa. E per sollecitare il rispetto di alcuni pa­letti il ministro Sacconi ha scritto una lettera al presi­dente ed al direttore generale a cui spetta l’emanazio­ne della delibera.

E il rapporto con le regioni?
È tutto da vedere. Certo, non si sono mai fatte linee gui­da sulla 194. E per farle è necessario un accordo con le regioni. Bisogna in ogni modo vedere quali saranno le regole ed il percorso delineati dalla delibera tecnica del­l’Aifa. E su di esse il ministero valuterà come muoversi.

Finora c’è solo il comunicato dell’Aifa?
Sì, un comunicato che in ogni modo esprime delle preoccupazioni, chiedendo il rispetto della 194. Una cosa non facile con la Ru486... Una questione molto complicata. Aspetto la delibera dell’Aifa per verificare come sia possibile.
Pier Luigi Fornari
 
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